Allergie

Come molti sapranno (loro malgrado) questo è il periodo migliore per le allergie: naso che cola, starnuti, occhi brucianti, rincoglionimento cronico. Come tutti gli anni succede anche alla zia Jo e ancora non ho preso la benedetta decisione di fare i famosi test antiallergici per capire l’origine, la causa del mio malessere.

Oltre alla rinite però in questo periodo mi si sviluppa un altro tipo di allergia: quella alle elezioni, che guarda caso vengono collocate temporalmente sempre in coincidenza della fioritura dell’olivo e delle graminacee e dell’esplosione vegetale della parietaria sui muri.

La zia Jo si è recata anch’essa al seggio elettorale per votare SI’ al referendum consultivo regionale sul nucleare la cui vittoria schiacciante, mi permetto di ricordare con soddisfazione, è stata ottenuta con il 97, 13% dei sì antinuclearisti e un affluenza record del 59, 34 % nonostante la totale censura mediatica da parte dei media e del governo.

Ci sono andata per il semplice motivo che per preservare la propria salute e l’amata/odiata Sardegna bisogna davvero TENTARLE TUTTE e il lusso di ignorare questo referendum in una terra come la mia, così scarsamente popolata, non ce lo potevamo permettere.

Certo, è sempre valida l’opzione che potrebbero infischiarsene bellamente del nostro parere e piegare come fuscelli, in maniera molto facile a dire il vero, 1 milione e mezzo di persone ma se non altro possiamo almeno affermare di averci provato in tutti modi cosiddetti “democratici”.

La prima sensazione che mi ha assalito all’entrata del seggio è stato un senso di totale estraneità, sentimento che si è acuito aprendo la mia tessera elettorale intonsa mentre quelle degli amici erano stracolme di timbri e timbrini.

Per qualche attimo mi sono fatta sorprendere da un moto quasi di colpevolezza dovuto a quel retaggio del lavaggio del cervello sul “dovere elettorale” e non mi ricordavo più come procedesse l’operazione nonostante una volta abbia fatto persino la scrutatrice, segno invece che il tasto RESET l’ho schiacciato fino in fondo.

Alla fine l’ho scampata, sono uscita perfino trionfante e un po’ orgogliona, mi sono sentita come quando da bambina facevo i fioretti alla Madonna e mi sembrava di aver salvato il mondo. Niente brufoli, orticaria, prurito, chiazze rosse, niente di niente.

Ma purtroppo non poteva finire così: basta dare un’occhiata alle notizie, informarsi un minimo accendendo un pc, chiacchierare con le persone per rendersi conto che la mania del “metti quel culo su quella poltrona” ha contagiato tutti.

Gente che a Bitonto voterebbe per Pisapia e fan di De Magistris a Civitella di Romagna, completamente impazziti per un leaderismo senza senso visto che il culo su quella poltrona non solo non è il tuo ma non ti cambierà assolutamente niente. Sembra di assistere ai mondiali di calcio.

Le elezioni, siano esse amministrative o politiche, mi lasciano sempre l’amaro in bocca e un’idea pessima del genere umano. La sensazione di sconforto aumenta davanti al fatto che in quest’ultima tornata abbiamo assistito ad un boom di candidati mai visto: 20 mila candidature, soltanto nei 30 capoluoghi di provincia, e 629 partiti nei comuni capoluoghi.

La politica elettiva e la democrazia rappresentativa hanno evidentemente fatto flop se tutti credono che “basta candidarsi” per attingere al magna magna della casta.

I proprietari dei culi che dovrebbero sedere nelle famose poltrone poi fanno e dicono cose allucinanti, si denigrano a vicenda, promettono cazzate colossali e irrealizzabili, presentano programmi fasulli, mentono e mentono sapendo di mentire, inscenano aggressioni, organizzano teatrini e sceneggiate, corrompono, infangano: l’abiezione umana è perfettamente incarnata da questi personaggi e oltre alla rinite e al gomito della lavandaia al solo pensiero di questi individui mi sale anche la nausea.

Del resto non riesco a provare pietà nei confronti delle migliaia (forse milioni, ohibò) di lobotomizzati del voto, degli schiavi proni alle gerarchie feudali col vassallo in cima e alla base i tifosi poverazzi che continuano a star male.

Dove credono che possa realizzarsi il cambiamento di un sistema se  lo appoggiano e  lo legittimano continuando a votare per qualcuno? Cosa spinge le persone a mettere un leader su uno scranno e a delegare le proprie responsabilità sociali con una crocetta ? Quale perverso meccanismo porta l’essere umano ad appecoronarsi volontariamente al potente in maniera così indegna?

Non riesco a trovare una logica, una spiegazione, se non in quella parte masochista ed autolesionista che trova spazio in ognuno di noi.

Basta che nessuno venga a raccontare la storiella del “meno peggio” ad una come me che la prima volta in cui ha esercitato il diritto di voto si è ritrovata col trauma e i sensi di colpa per aver contribuito involontariamente a bombardare la popolazione civile inerme.

Perchè il “meno peggio” anche in quest’occasione non ha fatto passare manco dieci giorni dalla sua elezione senza farci notare il fascismo che è in loro. Come si suol dire qua il più pulito c’ha la rogna.

Nel frattempo a me non rimane molta scelta e non mi resta altro che grattarmi e starnutire, starnutire e grattarmi in attesa che tutto passi.

Foto di Arwen La Rocca

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2 Responses to Allergie

  1. anarcofem says:

    Ciao Matt, suppongo fosse anche lei una fan della Sontag..sgrat, sgrat..

  2. dlsan says:

    Mi fai venire in mente la caporeparto di una multinazionale di Milano: ogni volta che starnutiva e le domandavano “E’ allergica signora?”
    Era solita rispondere a tutti, direttori e manager : “Si: agli idioti…”

    Ciao!
    😀

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