Stereotipi

Seguendo la scia del caso Travyon Martin, il periodo scorso, ovviamente sono andata a parare dall’altra parte della questione e ho cominciato ad imbattermi in strani quesiti che, da bianca, non mi ero mica mai posta. Tutti e tutte noi siamo abituati ai media italici che propagandano razzismo becero sul migrante, immigrato, clandestino: i romeni che stuprano le donne italiane, i neri spacciatori, gli albanesi ladri e così via. Ma quando non ci immigra nessuno? Quando non c’è pericolo di occupazione aliena? Insomma, quando non ci cagano proprio?

Quando la percezione della violenza dipende solo da stupidi stereotipi sul colore della pelle le cose cambiano?

Questo bellissimo tumblr mi ha aperto l’orizzonte sull’argomento, in particolare qui e qui dove si evidenzia che gli stereotipi sugli assassini bianchi sono diametralmente opposti a quelli di assassini di etnia o colore della pelle differente nel nostro immaginario. La differenza tra Hannibal Lecter, così colto, ricco e bianco e i popoli indigeni “selvaggi” che vediamo nei documentari praticare il cannibalismo è lampante, eppure in entrambe le situazioni, toh, si mangiano esseri umani. La stessa bianchissima simpatia che proviamo mentre seguiamo serie come Sopranos o Dexter dove l’attività criminale è addirittura il filo conduttore dei telefilm e il successo di queste serie è perfino premiato con riconoscimenti vari: ebbene, solo i bianchi possono permettersi il lusso di essere visti come persone e personalità complesse dalle mille sfaccettature, incluse quelle criminali, e accettare che si possa fare il tifo per loro.

Trovo che un punto di vista differente sull’argomento sia auspicabile sempre di più: la necessità di rovesciare questo tipo di stereotipi la sento strettamente necessaria, specialmente in tempi come questi dove il meccanismo di legittimazione dell’omicida bianco è talmente introiettato al punto da portare alla sua giustificazione (vedi casi di femminicidio nei media).

Il video che segue ad esempio è un ribaltamento degli stereotipi hollywoodiani sugli uomini africani, mi auguro che sia solo una fra le tante reazioni alla creazione di pericolosissimi preconcetti.

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2 Responses to Stereotipi

  1. anarcofem says:

    Grazie per le tue parole, speravo in un commento come il tuo! In realtà sugli stereotipi si potrebbe / dovrebbe lavorare a tutto campo, per annullare fascismi e razzismi a favore della complessità. Personalmente credo invece che estrapolare anche solo una realtà a simbolo sia già sufficiente a distruggere stereotipi imperanti e dannosi, basti pensare ai tanti esempi femministi di cui è pieno questo blog, esempi che rappresentano porzioni piccolissime di società. Bellissimo il video che hai linkato 😀 Saluti!

  2. rebelmach says:

    Lo stereotipo è infatti un oggetto di analisi di grande utilità per svelare categorie, rappresentazioni, ordini di potere. La cosa vale anche per operazioni come quelle del video sugli stereotipi hollywoodiani sugli africani.

    Nel senso che anche in quel video (finanziato da una ONG) si risponde ad una stereotipizzazione con un altrettanto forte e travisante stereotipo: il gruppo di ragazzi kenyani ritratti in una rassicurante cornice stile campus, una situazione che vuole ritrarsi come ordinaria ma che finisce anch’essa per essere un pacchetto ben composto che per molti versi non è che la controparte speculare dell’immaginario hollywoodiano sull’Africa.
    Un modello di rappresentazione questo che propone una immagine della socialità africana tutta sport, web 2.0 e lavoro di prestigio: in pratica il ritratto di una classe media in ascesa. Chiaramente l’Africa, come qualsiasi altro territorio, si compone di una molteplicità di situazioni differenti ed estrapolarne una a simbolo porta sia a ridurre complessità che ad egemonizzare la visione.

    Qualcosa di simile, se non l’hai già visto, la si ritrova in questa campagna qui. Che mi sembra meno contraddittorio: http://www.youtube.com/watch?v=oJLqyuxm96k

    Saluti!

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