Un anno

Sembra passato davvero tantissimo tempo dall’omicidio di Diop Mor e Samb Modou per mano fascista, invece è passato solo un anno. Un anno in cui molte cose sembrano cambiate ma il razzismo, guarda caso, resta sempre quello, indifferentemente dalle latitudini e dalle presunte politiche che dovrebbero essere attuate per combatterlo. Quali possano essere poi i provvedimenti statali o legalitari per far cambiare idea ad un qualunque imbecille convinto dell’inferiorità delle persone con un colore diverso di pelle, resterà sempre un mistero. Forse si potrebbe cominciare a sanzionare tutta l’orda mediatica che “daje al rumeno” quando uno straniero commette un reato, forse si potrebbe cominciare a chiudere i covi fascisti, forse si potrebbe imparare a essere meno tolleranti con gli intolleranti come enuncia il famoso principio. Chissà.

Di certo ad un anno di distanza l’unica cosa che si è capita è che il movente, gira e rigira, alla fine non era mica il razzismo. No. Sono stati i problemi psicologici. Psichiatrici. Depressivi. E’ stato il freddo, il caldo, un’indigestione, un raptus, tutto ma non il fascismo, perchè come si sa, Casapound è fascista ma non è affatto razzista. Del resto come potrebbero esserlo questi ragazzi che dicono degli immigrati: “a noi stanno bene, basta che se ne tornino a casa loro”, mica è razzismo quello. E poi li abbiamo visti tutti in Birmania fare leva sull’eccidio di un popolo per smerciare la loro merda fascista e allenarsi a fare i golpisti, e manco quello è razzismo, è beneficenza.

Oltretutto anche noi un abbiamo sacco di cose da fare anziché pensare all’antifascismo, adesso c’è questa moda dei “microfascismi” per cui stanno tutti/e a spiluccarsi in testa come le scimmie mentre le lame, indisturbate, volano e feriscono e ammazzano. Tanto il fascismo non c’è più, è stato debellato tipo il vaiolo, figuriamoci il razzismo, estinto come il mammuth pure quello.

E del resto mi pare che sia stato detto più e più volte che l’antifascismo è colmo di slogan vecchi e triti, che non sa offrire valide alternative, che è sempre la solita vecchia minestra. Peccato che sia stato proprio questo antifascismo “vecchio stile” a buttare fuori a calci in culo Casapound da salita S.Raffaele a Napoli. Allora, guarda caso, nessuno disse che gli antifascisti erano un concentrato di frasi vecchie come il cucco ed erano portatori di metodi superati, guarda un po’, allora nessuno fiatò.

Un anno fa, qualche giorno dopo l’assassinio di Diop Mor e Samb Modou e il ferimento di Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, collaborai alla stesura di questo mini-dossier che pubblicammo su Femminismo a Sud, blog di cui ai tempi facevo parte. Frutto di un semplice copia-incolla riassumeva in un unico post vari link di articoli che sdoganavano apertamente Casapound oppure in maniera meno evidente sottolineavano l’appeal dei fascisti del terzo millennio. Mai l’avessimo fatto: ci accusarono addirittura di aver creato una “lista di proscrizione”, dove avremmo invitato alle pallottole, alla violenza, all’eliminazione fisica degli autori di tali articoli. Niente di più falso.

Io stessa feci copia-incolla di una lista di giornalisti che avevano aderito alla libertà di manifestare dei fascisti, elenco che era rimasto per più di un anno ad ammuffire indisturbato nel sito di Casapound e che avevo visto circolare per mesi su Indymedia o altri siti senza che nessuno si prendesse la briga di accusare i fascisti o gli antagonisti di terrorismo. Quella lista in particolare, evidentemente copincollata perchè non ci andava di linkare il sito di Casapound, ci costò moltissimo. Furono scritti molti post contro di noi, fummo accusate/i, noi che manco mangiavamo carne, di fascismo, di terrorismo, di violenza, molta gente si fece pubblicità gratuita, ricevette solidarietà spicciola di gente ignara che neppure aveva letto il nostro post, si rafforzarono le famose “conventicole” del film di Virzì tipiche della capitale, si sfasciarono amicizie, si costruirono alleanze. Rischiammo grosso, comunque, solo per aver cercato di comprendere di chi potessero essere le responsabilità di quanto accaduto solo qualche giorno prima a Firenze.

Qualcuno/a probabilmente si starà chiedendo perchè sono andata a rivangare tutto questo e perchè io stia pestando nuovamente questo gigantesco merdone.

Per il piacere di ricordare innanzitutto, perchè non c’è nulla come la memoria che possa servire contro chi cerca di manipolare la storia a suo piacimento. Per ricordare Samb Modou e Diop Mor e i loro amici e familiari che ne hanno vissuto la dolorosissima perdita. Per tenere a mente che combattere i fascisti e i razzisti si può e si deve fare e infine per far presente che chi ha permesso tutta questa collusione e questa grande tolleranza con i veri mandanti di questa strage, i fascisti, si trova ancora là, esattamente come l’anno scorso, intento ad ad appestare politica e giornalismo con i suoi miasmi e i suoi messaggi di pace, fratellanza e fintogandhismo mentre le altre persone ci lasciano la pelle. Perchè le responsabilità, quelle vere, ancora non se le è prese nessuno in questo lunghissimo anno, e l’omicidio di queste due persone è diventato ormai brace che scotta i pensieri, l’animo, qualcosa che i veri colpevoli non possono più procrastinare, rimandare, far scivolare via ancora per troppo tempo.

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